Bertolani alla Biennale Venezia 2026 per Dries Verhoeven

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Dries Verhoeven - artist
So I was asked to make an artwork in this building, that was built in the post war years, so in 1954 and it wwas built by a very famous dutch architect and back then, you know, the world war was in our back and people were looking towards the future with a lot of hope and you can feel that in the building.
(Mi è stato chiesto di realizzare un’opera d’arte in questo edificio, che è stato costruito negli anni del dopoguerra, precisamente nel 1954, da un architetto olandese molto famoso. All’epoca, la Seconda guerra mondiale era ormai alle nostre spalle e le persone guardavano al futuro con grande speranza. Questa sensazione è ancora percepibile nell’edificio.)

It’s a very light building and it was all about letting the sun light in and back then the Netherlands was a country that was very accessible, looking towards the future, looking towards all the other countries in the world. They wer like a proud representative of the free west, let’s say.
(È un edificio molto luminoso, progettato con l’idea di lasciare entrare il più possibile la luce del sole. All’epoca i Paesi Bassi erano una nazione molto aperta, che guardava al futuro e al dialogo con tutti gli altri Paesi del mondo. Erano, in un certo senso, un orgoglioso rappresentante dell’Occidente libero.)

And when I was asked to make an artwork here, I was lik “uhm, these is the Netherlands now?”. I see the Netherlands closing itself more and more now, being a bit afraid of what is coming in the future.
So protectionism that you see in the world I also see in my country, so what I wanted to do is to “close the building”.
(Quando mi è stato chiesto di realizzare un’opera d’arte qui, ho pensato: “Quindi questa è l’Olanda di oggi?” Vedo i Paesi Bassi che si stanno chiudendo sempre di più, diventando un po’ timorosi rispetto a ciò che potrebbe arrivare nel futuro. Il protezionismo che vediamo nel mondo lo riconosco anche nel mio Paese. Per questo motivo, ciò che ho voluto fare con la mia opera è stato quello di “chiudere l’edificio”.)

It’s empty, the building, so you start to think maybe about the ideology by which it was built, and there’re a few books inside that refer to the Biennale as it was the last twenty years, you protect them, you see it’s protected, clearly, no one can break it, but you cannot open it anymore, so it’s very well protected.
(L’edificio è vuoto, e questo porta a riflettere forse sull’ideologia secondo cui è stato costruito. All’interno ci sono alcuni libri che raccontano la Biennale degli ultimi vent’anni. Questi libri sono protetti: è evidente che lo siano, nessuno può danneggiarli o romperne la protezione, ma allo stesso tempo non è più possibile aprirli. Sono quindi estremamente protetti, ma anche completamente inaccessibili.)

You find yourself here in this room, with those books, it’s getting dark and then one of the spectators, someone that looks like a spectator is gonna make sounds, and you clearly feel that rationality is disappearing, so they make a sound that is called “grunting”, it comes from death metal, the performers use their false vocal cords not the real vocal cords and it feels like rationality is disappearing and amids us there’s someone that resembles more animal that a human being. And that’s maybe confusing, disruptive, a bit scary but I also hope that you recognize the current days in this performance.
(Ci si ritrova in questa stanza, insieme a quei libri. La luce diminuisce lentamente e, a un certo punto, una delle persone presenti – qualcuno che sembra essere semplicemente uno spettatore – inizia a emettere dei suoni. Si percepisce chiaramente che la razionalità sta scomparendo. Il suono che produce si chiama “grunting”, una tecnica che proviene dal death metal: i performer utilizzano le false corde vocali e non le corde vocali naturali. La sensazione è quella di assistere alla scomparsa della razionalità, mentre tra noi emerge qualcuno che assomiglia più a un animale che a un essere umano. Può essere un’esperienza confusa, destabilizzante, persino un po’ spaventosa, ma spero anche che in questa performance si possa riconoscere qualcosa del tempo presente, del mondo in cui viviamo oggi.)

We take the time and it slowly getting darker and darker and one of us that looks like just you and me, starts to make sound that you’re not aware that is possible for human being to make those sounds, it’s quite intense.
(Ci prendiamo del tempo, mentre lentamente diventa sempre più buio. Poi uno di noi, qualcuno che appare esattamente come te e me, inizia a emettere dei suoni che non immagineresti possibili per un essere umano. È qualcosa di molto intenso.)

Silvia Malagola - Foreign Sales Officer - Bertolani Buildings
When we first received the inquiry from Dries Studio for the installation of acoustic panels, we were very intrigued for the project, since the very beginning. We very much like challenges, we really wanted to be on board, so we did our best to comply with both the acoustic requirements and the need to disassemble the entire installation after the exposition.
(Quando abbiamo ricevuto per la prima volta la richiesta da parte di Dries Studio per l’installazione dei pannelli acustici, siamo stati subito molto incuriositi dal progetto. Ci piacciono molto le sfide e volevamo davvero far parte di questa iniziativa. Per questo abbiamo fatto del nostro meglio per soddisfare sia i requisiti acustici richiesti sia la necessità di smontare completamente l’intera installazione al termine dell’esposizione.)

When we learned more about Dries' project , we really wanted to support The Fortress message.
I think that admiringly the Biennale decided to raise the voice about the fact that this is a place for dialogue, for exchange, even among countries and artists from different countries even if they are divided by conflicts. We wanted to keep in touch with the Biennale, ‘cause we’re trying to make some sensibilization on acoustic installation in this context.
(Quando abbiamo conosciuto meglio il progetto di Dries, abbiamo sentito il desiderio di sostenere pienamente il messaggio di The Fortress. Credo sia ammirevole che la Biennale abbia scelto di dare voce al fatto che questo è un luogo di dialogo e di scambio, anche tra Paesi e artisti provenienti da nazioni diverse, persino quando queste sono divise da conflitti. Abbiamo voluto mantenere un rapporto con la Biennale perché, in questo contesto, stiamo cercando di sensibilizzare maggiormente sull’importanza delle installazioni acustiche.)

Acoustic impact on this installation really made the difference, so we’re determined to make art more sensible to acoustic and yes, if ths should happen, we’re very happy to take part in similar projects.
(L’impatto acustico su questa installazione ha fatto davvero la differenza. Per questo siamo determinati a rendere il mondo dell’arte più consapevole dell’importanza dell’acustica. E sì, se dovessero presentarsi nuove opportunità di questo tipo, saremo molto felici di partecipare a progetti simili.)

Riccardo Rossi - Responsabile Marketing - STO
Siamo stati coinvolti da Alessandro Bertolani su questo progetto sin dalle prime fasi e la parte che ci è piaciuta di più era la sfida tecnica che c’era presentata: ovvero non dovevamo fare solo fonoassorbimento, cosa che facciamo quotidianamente in altre tipologie di applicazione, ma qua era da calcolare esattamente il tempo di riverbero migliore, per consentire ai performer di esprimere al massimo le loro emozioni.
Per far questo abbiamo individuato un pannello che si chiama ProPanel Distance che ha un AlfaW di 0,95 ovvero è in grado di assorbire il 95% delle onde sonore e per poterlo fare abbiamo dovuto applicarlo a parete, un'applicazione tecnicamente conosciuta, ma che solitamente viene sostituita da quella in controsoffitto, in quanto il secondo obiettivo della sfida era quello che alla fine della Biennale tuto dovrà essere rimosso lasciando il padiglione per come è stato fatto.
Tutto questo ci dà una doppia visibilità dal punto di vista della sostenibilità, in quanto il pannello è composto già di per sè dall’88% da vetro riciclato, quindi è una materia prima seconda, e l’ulteriore sfida in cui ci siamo lanciati insieme ad Alessandro Bertolani è capire se questi pannelli, che sono stati installati qua, una volta rimossi potranno essere riutilizzati in un altro progetto, dando vita ancora ad una economia circolare sostenibile.
Dries Verhoeven - Artist
What I said is I wanted to keep the building as it was, as I found it with all the mold stains and the cracks in the walls and everything, so the audience feels this is how it was built. So I didn’t want to do an intervention inside the building that would feel like “new”. But then again I also want to host grunting, I wanted to have these voices that are pretty loud and the moment I was testing it in the building, was horrible, because of the acoustics: it sounded like a cathedral and here I realized that my concept would maybe not work.
So we found the company Bertolani and they proposed a solution that was wonderful, because they made it possible to make the acoustic way way better, without any audience member realizing that, but just putting three big walls in the pavilion that looked exactly like the existing walls.

Bertolani Buildings firma l’invisibile: la correzione acustica del riverbero del Padiglione Olanda alla Biennale Arte 2026 rende possibile "The Fortress" di Dries Verhoeven

Dietro una delle installazioni più intense della Biennale Arte 2026 c'è anche un'eccellenza italiana. Bertolani Buildings ha realizzato il complesso intervento di correzione acustica del riverbero del Padiglione Olanda, contribuendo in modo determinante alla riuscita dell'opera The Fortress dell'artista Dries Verhoeven, curata da Rieke Vos.

Quando l'arte contemporanea sfida lo spazio, anche la tecnica è chiamata a superare i propri limiti. È quanto accaduto al Padiglione Olanda della Biennale Arte 2026, dove Bertolani Buildings ha messo le proprie competenze al servizio di The Fortress, l'installazione firmata da Dries Verhoeven e curata da Rieke Vos.

L'opera trasforma il celebre padiglione progettato da Gerrit Rietveld in un'esperienza immersiva che riflette sulle tensioni del nostro tempo: nazionalismi, instabilità geopolitica, crisi climatica e perdita di fiducia nei valori che hanno caratterizzato le democrazie occidentali del dopoguerra.

Ogni ora, sei volte al giorno, il padiglione si chiude progressivamente verso l'esterno. Le pesanti schermature in acciaio oscurano lentamente la luce naturale mentre, all'interno, tredici performer accompagnano il pubblico in un intenso percorso sonoro costruito attraverso la tecnica vocale del grunting, tipica del death metal. L'esperienza culmina nel buio totale, lasciando i visitatori sospesi in una dimensione di forte impatto emotivo.

L'importanza del silenzio per dare forza al suono
Perché questa esperienza potesse esprimere tutta la sua intensità era indispensabile eliminare qualsiasi interferenza acustica proveniente dall'esterno.

È qui che entra in gioco Bertolani Buildings.

L'azienda è stata chiamata a progettare e realizzare una correzione acustica del riverbero capace di rispettare contemporaneamente le esigenze artistiche dell'opera, le caratteristiche architettoniche dello storico padiglione e le tempistiche estremamente serrate imposte dall'organizzazione della Biennale.

Il risultato ha permesso di creare un ambiente acusticamente controllato, nel quale ogni sfumatura della performance sonora può essere percepita dal pubblico senza contaminazioni esterne. Un intervento invisibile agli occhi del visitatore, ma fondamentale affinché l'opera raggiunga il livello di coinvolgimento immaginato dall'artista.

Una collaborazione riconosciuta a livello internazionale
La qualità del lavoro svolto da Bertolani Buildings è stata riconosciuta anche dagli organizzatori del progetto.

L'azienda è infatti stata inserita tra i partner ufficiali del Padiglione Olanda insieme al Mondriaan Fonds, confermando il valore di una collaborazione nella quale competenze costruttive e sensibilità progettuale hanno contribuito concretamente alla realizzazione dell'installazione. (vedi: https://www.mondriaanfonds.nl/en/activities/venice-biennale/ )

Quando la tecnica diventa parte dell'opera
Nel caso di The Fortress, l'eliminazione del riverbero non rappresenta semplicemente un requisito tecnico, ma una componente essenziale della narrazione artistica.

L'isolamento acustico consente infatti al pubblico di vivere pienamente il progressivo passaggio dalla luce al buio, dall'apertura alla chiusura, trasformando il padiglione in una metafora della fragilità delle società contemporanee.

È una dimostrazione concreta di come il valore di un progetto artistico possa nascere anche dall'incontro tra creatività e capacità realizzativa: un dialogo in cui Bertolani Buildings ha saputo mettere la propria esperienza al servizio dell'arte, contribuendo a rendere possibile una delle installazioni più significative della Biennale Arte 2026.

CREDITS:
Concept: artist Dries Verhoeven & curator Rieke Vos
Commissioner: Mondriaan Fund
Video performers: Mona Productions

OFFICIAL WEBSITE:
www.driesverhoeven.com
www.dutch-pavilion.com
Sigla.com - Internet Partner
+39 0386 41018